È in pratica un classico tatuaggio. Effettuato però sul viso a mo’ di trucco. I vantaggi? Permanente, indelebile e correttivo.
È arrivato in Italia negli anni Ottanta e con il passare del tempo si è perfezionato sempre di più. Fino a diventare perfetto e quasi irriconoscibile. Il trucco permanente è in pratica l’introduzione di pigmenti colorati bioassorbibili nel primo strato del derma. Insomma, si tratta di un classico tatuaggio, effettuato però con attrezzature e colori appositi. Lo strumento utilizzato è il dermografo, una sorta di penna con aghi monouso che salgono e scendono introducendo sottopelle pigmenti naturali di origine vegetale o minerale.
Il make-up semipermanente dura circa 8/12 mesi ma dopo deve essere ritoccato perché il colore tende a sbiadire leggermente. Il trattamento più richiesto? Qualche anno fa era quello alle labbra, perché la ridefinizione del contorno è in grado di correggere asimmetrie e soprattutto rendere la bocca più grande. Attualmente invece sono gli occhi ad essere più gettonati, in particolare la loro definizione con l’eyeliner.
Inizialmente il microtatuaggio palpebrale veniva eseguito solo dal chirurgo a piccoli puntini infracigliari per correggere alcune problematiche post-operatorie come angiomi e alopecia. Ora si riesce ad effettuare una vera e propria linea di eyeliner e lo può fare anche un professionista diverso dal chirurgo. Grazie a tutti questi plus, è in aumento il numero di persone che ricorrono al make-up permanente. Donne, certo, ma anche uomini. Che si affidano a questa tecnica soprattutto per coprire cicatrici o correggere problemi di alopecia. L’età, invece, si sta abbassando, ma è consigliabile aspettare che i tratti del viso si definiscano prima di optare pe ril make-up permanente. Anche perché è una scelta definitiva. E per cancellare il trucco permanente, pentirsi non basta…