Elizabeth Arden ripercorre l’evoluzione dell’accessorio femminile più sensuale che ci sia.
Cinquemila anni e non dimostrarli. È l’età del rossetto. La storia dell’accessorio presente nelle borsette di ogni donna è ripercorsa da Elizabeth Arden. Tutto ebbe inizio all’epoca dei babilonesi, quando per dare tono e colore al proprio viso le donne impiegavano polvere di pietre preziose. Poi è stata la volta di Cleopatra che valorizzava le labbra con un composto a base di uova di formica, polvere di scarabei carmini e scaglie di pesce. Ingredienti non certo invitanti, ma che hanno reso il fascino della regina ancora più intenso.
Dunque, rossetto come sinonimo di regalità, come dimostra anche l’esempio della regina Vittoria che per esaltare il suo bianco incarnato utilizzava il pigmento color porpora. Ma la storia non finisce qui, perché nel 1700, il rossetto viene considerato arma pericolosa dalla cattiva influenza e nel 1880 il make-up viene addirittura giudicato offensivo e oltraggioso.
All’inizio del XX secolo, però, i pregiudizi puritani cominciano a scemare e Elizabeth Arden presenta un’inedita tonalità: il rosso fuoco. La nuova nuance diventa presto il simbolo del potere delle donne. Indossato anche dalle Suffragette impegnate nelle manifestazioni femministe, il rossetto cresce d’importanza durante il secondo conflitto mondiale, quando Elizabeth Arden realizza nuove tonalità, come il Montezuma Red e il Victory Red da abbinare alle uniformi militari.
E ai giorni nostri? Il rossetto è un cosmetico utilizzato dalle ragazze, dalle donne in carriera e dalle casalinghe. Un accessorio iper femminile che accomuna ogni donna e che dona fascino e sicurezza.